martedì 1 dicembre 2015

The end


Il finale, la conclusione, chiamatela come vi pare. Sta di fatto che ultimamente vedo troppe opere che cadono nel finale, che mi deludono proprio là. Che sia un libro, un videogioco o un film, mi sta capitando troppo spesso. Mi viene da chiedermi il motivo, possibile che il mio gusto sia cambiato così tanto, che sia diventata troppo esigente? Oppure cosa potrebbe essere? Sfortuna nella scelte delle opere? O un cambiamento improvviso?


Come dovrebbe essere una conclusione? Ci potrebbero essere svariati finali, c'è quello tronco, quello aperto, quello lieto, ma deve essere una fine. E se un autore non sa come finire un'opera come fa? E se non ci può essere un fine, o si è obbligati a finire nel corso? E' la storia che ci dice quando è concluso, o siamo noi? Dobbiamo mettere in conto quello che si aspetta di vedere la gente? Facciamo di testa nostra? E se non viene recepito come intendevamo? E se non piace? A volte anche mentre scrivo i post per questo mio angoletto sperduto del web vado in crisi col finale. Perché magari non ho altro da aggiungere al discorso e i miei pensieri si bloccano improvvisamente e le mie dita non sanno più che tasti digitare. Ma non posso neanche interrompere così senza una fine. Una fine ci vuole quasi per forza, oppure è come un andar via senza salutare.

Ma finché sono qua, che io finisca troncamente oppure no non cambia molto, perché sono pensieri, e sono fatti anche così, incompleti. Ma un opera dovrebbe averlo, e deve essere potente. Ma anche se è sotto tono a volte non stona, dipende dal resto. Ma se viene recepito come forzato? Se è forzato veramente ha senso di vederlo? E un finale si deve sentire, deve darti quella sensazione che sta per arrivare, a me piace quella sensazione di curiosità mista a malinconia che mi fa fermare e guardarmi indietro e dire "sto finendo". E hai un flashback di tutta l'avventura di tutto il percorso e poi cambia, ti sbalordisce e ti spiazza. Un finale può cambiare completamente la visione di un opera, potrebbe migliorarla oppure peggiorarla, potrebbe mantenere lo stesso registro, potrebbe lasciare più dubbi che soluzioni. E potrebbe anche arrivare quando meno te lo aspetti e stupirti, farti piangere e rattristarti per quelle due parole, o una sola, a seconda della lingua.
 
Per me il finale è importante come un inizio, come il centro dell'opera, solo che le prime due ha sempre la speranza che potrebbe migliorare col tempo. Ma col finale non si può, perché quando arriva poi non c'è altro. E si spera sempre di trovare quei finali che ti lasciano un vuoto assurdo dentro, che ti fanno godere appieno l'opera e che finiscono per essere ricordati per sempre.

1 commento:

  1. Sicuramente un discorso che riguarda una grande vastità di generi, fra cui giochi, fumetti, libri, film o cartoni.. Succede spesso di trovare queste trame appassionanti che poi alla fine ti lasciano con un amaro in bocca neanche avessi mangiato del caffè crudo :c
    Il brutto è che spesso il finale racchiude interamente ciò che ne penserai dell'opera in generale, che sia stata stupenda o pessima, il finale vale veramente troppo per tirarlo via..
    Tipo faccio un esempio opposto: la saga di Saw l'enigmista a parer mio nel complesso non è che sia proprio da oscar.. Sono carine le trappole e alcuni momenti di tensione, ma niente di che.. Però! C'è un però, sopratutto i primi 3 capitoli finiscono in un modo leggendario.. Hanno un finale che ti fa rimanere incollato dall'inizio della scena finale ai titoli di coda! Qui hanno saputo rendere un film "pacchiano" come uno splatter del genere, in qualcosa di veramente più evoluto..
    Insomma sono d'accordissimo con quello che dici :) un finale buono serve eccome in un film..

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